Riforma delle norme relative gli impianti sportivi

(Schema di decreto legislativo recante misure in materia di riordino e riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi e della normativa in materia di ammodernamento o costruzione di impianti sportivi Attuazione art. 7 L. 86/2019 A.G. n. 227)


Lo schema di decreto legislativo - composto da 11 articoli, suddivisi in 5 Capi - interviene sulle norme relative alla costruzione e all'ammodernamento degli impianti sportivi per la riforma della legislazione vigente, innovando il procedimento amministrativo che consente la costruzione e l'ammodernamento degli impianti, riducendo anzitutto i termini previsti per le diverse fasi, semplificando le modalità di svolgimento delle conferenze di servizi, consentendo anche alle associazioni e società sportive professionistiche utilizzatrici dell'impianto di presentare la proposta di riqualificazione.


Pertanto si prevede l'abrogazione delle disposizioni vigenti che regolano la materia e si demanda ad un successivo DPCM la definizione delle norme tecniche di sicurezza per la costruzione, la modificazione, l'accessibilità e l'esercizio degli impianti sportivi, attualmente contenuta nei DD.MM. 18 marzo 1996 e 6 giugno 2005. Viene inoltre riorganizzata la composizione della Commissione unica per l'impiantistica sportiva operante presso il CONI, e ne vengono ridefiniti i compiti.


Il soggetto che intende realizzare l’intervento dovrà presentare al Comune, eventualmente d’intesa con una o più associazioni o società sportive che utilizzano l'impianto, un documento di fattibilità delle alternative progettuali (la normativa vigente utilizza invece il termine "studio di fattibilità"), a valere quale progetto di fattibilità tecnica ed economica, corredato da un piano economico-finanziario, che individui, tra le diverse soluzioni, quella con il miglior rapporto costi benefici per la collettività. L'art. 1, co. 304, della L. 147/2013, stabilisce che l'accordo (e non l'intesa) con le associazioni o società sportive utilizzatrici "in via prevalente" dell'impianto debba corredare (e non essere eventuale) lo studio di fattibilità.


Sempre nell’ottica di assicurare un complessivo equilibrio economico finanziario, il documento di fattibilità potrà prevedere lo sfruttamento a fini commerciali, turistici, educativi e ricreativi delle aree di pertinenza dell’impianto durante tutti i giorni della settimana. Una ulteriore misura per assicurare il raggiungimento del complessivo equilibrio economico-finanziario è data dalla possibilità di inserire, nel documento di fattibilità, il riconoscimento di un prezzo, il rilascio di garanzie, misure di sostegno da parte del Comune o delle altre amministrazioni o enti pubblici coinvolti, nonché la cessione del diritto di superficie o del diritto di usufrutto sugli impianti o la cessione dei suddetti diritti su altri immobili di proprietà della pubblica amministrazione, oltre all’eventuale trasferimento della proprietà dell’impianti alla società o all’associazione sportiva "professionistica" che utilizza l’impianto "in via prevalente".


In ogni caso, l'eventuale riconoscimento del prezzo, sommato al valore di eventuali garanzie pubbliche o di ulteriori meccanismi di finanziamento a carico della pubblica amministrazione, non può essere superiore al 49 % del costo dell'investimento complessivo, comprensivo di eventuali oneri finanziari.


L'articolo 8 attribuisce la titolarità, in capo alla Commissione unica per l'impiantistica sportiva operante presso il CONI, della competenza a certificare l'idoneità, a fini sportivi, di tutti gli impianti sportivi, inclusi quelli scolastici, ad eccezione degli aspetti relativi alla prevenzione degli incendi e alla sicurezza antincendio.