La tutela degli utenti nel settore della telefonia

Nuovo Regolamento concernente l'istituzione e il funzionamento del Registro pubblico delle Opposizioni Atto del Governo 234.



La tutela degli utenti nel settore della telefonia ha formato oggetto, negli anni più recenti, di diversi interventi normativi finalizzati a rafforzare la posizione dei consumatori o comunque a migliorare la posizione dei clienti a fronte di condotte commerciali aggressive poste in essere dalle società di telefonia o da operatori terzi. In tal senso è stata approvata la legge sul Registro delle opposizioni, la legge n. 5 del 2018, che regolamenta il trattamento delle numerazioni telefoniche per i fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.


Attraverso l'iscrizione al registro dei soggetti il cui numero è presente negli elenchi telefonici pubblici ci si può opporre, a tutela della propria privacy, al c.d. telemarketing, cioè al ricevere chiamate promozionali o commerciali.


L'iscrizione al Registro è gratuita mentre gli operatori di telemarketing che utilizzano per le proprie campagne i numeri presenti negli elenchi telefonici pubblici sono tenuti a registrarsi al sistema, in modo da comunicare preventivamente le liste dei numeri che intendono contattare, dalle quali il Gestore del Registro provvede a togliere le numerazioni dei cittadini iscritti al Registro; tali liste vengono comunicate entro 24 ore ed hanno una validità di 15 giorni.


Con il DM 30 gennaio 2020 sono state definite le tariffe per l'accesso al registro da parte degli operatori ed è stato approvato il piano preventivo dei costi di realizzazione, gestione e manutenzione del registro, per l'anno 2020.


Si ricorda che il MISE ha affidato ad un ente terzo, la Fondazione Ugo Bordoni, la realizzazione, la gestione e la manutenzione del Registro, con un apposito contratto di servizio.


Il Registro delle opposizioni era stato istituito dal decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 178 ed è operante dal 2011, presso il Ministero dello sviluppo economico, come elenco in cui iscrivere, inizialmente, coerentemente a quanto previsto dall'articolo 130, comma 3-bis del Codice sulla protezione dei dati personali (D.Lgs. n. 196/2003), esclusivamente le numerazioni telefoniche inserite nei pubblici elenchi, restando pertanto escluse inizialmente, tra l'altro, tutte le utenze mobili e quelle fisse non iscritte in tali elenchi. Il Registro è gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni.


Con la legge n. 5 del 2018 sono state previste nuove norme per l'iscrizione degli utenti nel Registro delle opposizioni e per il suo funzionamento, nonché l'istituzione di un prefisso unico nazionale per le chiamate telefoniche a scopo promozionale e di ricerche di mercato.


Tali norme intendevano rafforzare la tutela degli utenti dalle chiamate indesiderate a scopo di promozione commerciale che, alla luce della normativa in precedenza vigente, non si era dimostrata adeguata.


Con il successivo DPR 8 novembre 2018, n. 149, in vigore dal 3 febbraio 2019, sono state introdotte modifiche al DPR istitutivo del Registro delle opposizioni, estendendo anche alle comunicazioni commerciali inviate col mezzo postale quanto previsto dal regolamento.


Ciò in attuazione di quanto previsto dall'articolo 1, comma 54, della legge 4 agosto 2017, n. 124, la legge annuale sulla concorrenza, che ha rafforzato l'obbligo di trasparenza dei contratti stipulati con i fornitori di servizi di telefonia, televisivi e di comunicazioni elettroniche in generale, nonché la tutela dei consumatori rispetto a condotte aggressive effettuate da terzi avvalendosi dei servizi telefonici.Sullo schema di regolamento (A.G. n.34) la IX Commissione della Camera aveva espresso parere il 1° agosto 2018.


Con lo schema di regolamento in commento (AG 234), viene integralmente sostituito il DPR istitutivo del Registro delle opposizioni (DPR n. 178 del 2010 e successive modificazioni), in attuazione dell'articolo 1, comma 15, della legge n. 5/2018, che ha rinviato ad un decreto del Presidente della Repubblica, da emanare su proposta del Ministro dello sviluppo economico, ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (il termine era fissato in novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge), il compito di apportare le opportune modifiche alle disposizioni regolamentari vigenti che disciplinano le modalità di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni, prevedendosi anche l'abrogazione di eventuali disposizioni regolamentari incompatibili con le norme della legge.


Con lo schema di DPR in commento pertanto, oltre a dare attuazione alle disposizioni della legge n. 5 del 2018, si intende meglio coordinare le diverse fonti in materia, che attualmente sono contenute, oltre che nel DPR istitutivo e nella stessa legge n. 5/2018, anche nella legge n. 124/2017 e nel D.Lgs n. 196/2003.


La Relazione illustrativa evidenzia in proposito che "alla luce del complesso lavoro di definizione del nuovo regolamento e del delicato bilanciamento dei diritti dei contraenti telefonici con quelli degli operatori di telemarketing, il Ministero dello sviluppo economico prima del drafting della norma ha istituito un tavolo tecnico inter-istituzionale a cui hanno partecipato, oltre al Ministero, l'Autorità garante per la protezione dei dati personali, l 'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, il gestore del Registro Pubblico delle Opposizioni (Fondazione Ugo Bordoni), l'ISTAT e le principali associazioni di categoria (tra cui Confindustria, ASSTEL, DMA, Assocontact, ASSIRM)".


Lo schema di regolamento in commento estende il Registro pubblico delle opposizioni (RPO) a tutte le numerazioni nazionali e definisce il funzionamento del registro riguardo all'utilizzo dei dati personali presenti negli elenchi. La legge n. 5/2018 aveva già esteso l'ambito di applicazione del RPO a tutti i numeri riservati, inclusi i cellulari, prevedendo, in seguito all'iscrizione al servizio, l'annullamento dei consensi al telemarketing precedentemente conferiti dai cittadini, oltre al divieto di cessione dei nuovi consensi a terzi, ma tale estensione non è di fatto divenuta operativa per mancanza del regolamento attuativo.


L'articolo 2 definisce l'ambito di applicazione: in base al comma 1 il regolamento disciplina il Registro pubblico delle opposizioni di cui all'art. 130, comma 3-bis del Codice per quanto riguarda il trattamento delle numerazioni e dei corrispondenti indirizzi postali, presenti negli elenchi di contraenti e di cui all'articolo 1, comma 2, della legge n. 5/2018, con riferimento al trattamento di tutte le numerazioni telefoniche nazionali fisse e mobili.


La nuova formulazione del comma 2 specifica quindi che l'ambito di applicazione riguarda entrambe queste fattispecie, mentre nella formulazione vigente è prevista solo la prima, quella che fa riferimento al Codice per la protezione dei dati personali.


Il comma 2 ricomprende pertanto nell'ambito di applicazione del Registro, come previsto dalla legge n. 5/2018, il trattamento per fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale di tutte le numerazioni nazionali fisse e mobili mediante l'impiego del telefono, che siano o meno riportate in elenchi di contraenti, e degli indirizzi postali riportati nei medesimi elenchi.


La disposizione fa salve le disposizioni di cui agli articoli 6 (liceità del trattamento), 7 (condizioni del consenso), 13 (Informazioni da fornire qualora i dati personali siano raccolti presso l'interessato) e 14 (Informazioni da fornire qualora i dati personali non siano stati ottenuti presso l'interessato) e il diritto di opposizione di cui all'articolo 21, paragrafo 2, del GPDR (nonchè previsto dalla legge n. 5 del 2018).


L'articolo 21 comma 2 del GDPR prevede che "qualora i dati personali siano trattati per finalità di marketing diretto, l'interessato ha il diritto di opporsi in qualsiasi momento al trattamento dei dati personali che lo riguardano effettuato per tali finalità, compresa la profilazione nella misura in cui sia connessa a tale marketing diretto". Il comma 3 della medesima disposizione precisa inoltre che qualora l'interessato si opponga al trattamento per finalità di marketing diretto, i dati personali non sono più oggetto di trattamento per tali finalità.


Con il nuovo comma 3, vengono esclusi dall'ambito di applicazione i trattamenti delle numerazioni telefoniche e degli indirizzi postali effettuati per finalità statistiche dagli enti e dagli uffici di statistica appartenenti al Sistema statistico nazionale. Non viene invece più riprodotta l'attuale formulazione del comma 3 che invece esclude dall'ambito di applicazione del Registro il trattamento di dati, aventi origine diversa dagli elenchi pubblici dei contraenti, che siano stati raccolti legittimamente dai titolari presso gli interessati o presso terzi, nel rispetto del diritto di opporsi.


Nella sostanza si tratta della norma che consente la non applicazione delle norme del Registro una volta che sia stato prestato consenso al trattamento dei dati personali nell'ambito di contratti. La mancanza di tale comma va ricollegata al nuovo principio introdotto dallo schema, in base al quale, l'iscrizione nel registro comporta automaticamente l'opposizione al trattamento per fini promozionali mediante l'impiego del telefono, con revoca anche dei consensi precedentemente manifestati, cosa che non accade attualmente in quanto il vigente comma 3 fa salvi i consensi prestati nel tempo con i soggetti con cui vengono stipulati contratti.


Per i soli operatori che effettuano il trattamento mediante l'impiego del telefono, è altresì necessaria la dichiarazione di attivazione del sistema di identificazione della linea chiamante alla quale può essere contattato ovvero - con una previsione che non era presente nel testo dell'articolo 5 del Presidente della Repubblica n. 178 del 2010 - la dichiarazione dell'utilizzo degli appositi codici o prefissi specifici stabiliti dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (che, secondo le previsioni dell'articolo 2, comma 1, della legge n. 5 del 2018 individua due codici o prefissi specifici, atti a identificare e distinguere in modo univoco le chiamate telefoniche finalizzate ad attività statistiche da quelle finalizzate al compimento di ricerche di mercato e ad attività di pubblicità, vendita e comunicazione commerciale), ovvero, nel caso di affidamento a terzi del servizio di effettuazione delle chiamate o degli inoltri, l'indicazione dei dati identificativi di ogni soggetto che curerà materialmente i contatti con i contraenti e l'elenco o gli elenchi aggiornati di contraenti che costituiscono la fonte dei dati personali che l'operatore intende trattare.


La delibera 156/18/CIR dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha individuato nel codice 844" "un distretto fittizio riservato per le comunicazioni finalizzate a ricerche di mercato e ad attività di pubblicità, vendita e comunicazione commerciale". Andrebbe valutata l'opportunità di sopprimere il riferimento agli inoltri che sembrano richiamare comunicazioni postali, mentre la presente disposizione si riferisce esclusivamente agli operatori che effettuano il trattamento tramite telefono. Tale correzione è stata peraltro introdotta nel testo che ha recepito i pareri del Consiglio di Stato e dell'AGCOM. Infine deve essere allegato all'istanza l'elenco o gli elenchi aggiornati di contraenti che costituiscono la fonte dei dati personali che l'operatore intende trattare (rispetto al testo dell'articolo 5 del Presidente della Repubblica n. 178 del 2010 non è più previsto che tali elenchi siano pubblici).


Tutti gli operatori che utilizzano meccanismi di pubblicità telefonica o operano vendite telefoniche o che compiono delle ricerche di mercato o delle comunicazioni commerciali via telefono debbano consultare, con cadenza mensile, e comunque ogniqualvolta intendano iniziare una campagna promozionale, il registro delle opposizioni in modo da provvedere all'aggiornamento delle proprie liste di dati.


L'articolo 9, al comma 1 stabilisce che gli operatori e i soggetti che svolgono attività di call center sono tenuti, ogniqualvolta effettuino delle chiamate con la finalità di inviare materiale pubblicitario o di procedere a vendite dirette o di svolgere indagini di mercato o inoltrare comunicazioni commerciali, ad assicurare la possibilità per l'utente di identificare la linea da cui viene chiamato.




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