L'istituzione della Procura europea (EPPO)

(Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/1939 del Consiglio relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea «EPPO»)


Lo schema di decreto legislativo A.G. 204 viene redatto in esecuzione delle disposizioni di cui all'articolo 4 della legge 4 ottobre 2019, n. 117 - Legge di delegazione europea 2018, con cui il Governo è stato delegato all'emanazione di uno o più decreti legislativi per l'adeguamento della normativa nazionale al Regolamento (UE) 20l7/1939 del Consiglio, del 12 ottobre 2017, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea.


Alla Procura Europea è assegnato il compito di condurre indagini, esercitare l'azione penale e partecipare ai processi relativi ai reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione, definiti dalla direttiva (UE) 2017/1371, relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale, di recente implementata dall'Italia con il decreto legislativo n. 27 del 2020, in vigore dal 30 luglio 2020.


In aggiunta ai principi e criteri direttivi "generali" validi per il recepimento della generalità delle direttive europee di cui all'articolo 32 della legge 24 dicembre 2012, n. 234, la norma di delega prevede all'articolo 4, comma 3, lettere a)-r), l'indicazione dei principi e criteri direttivi "specifici" in tema attuazione delle disposizioni europee di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2017/1939.


L'operatività della Procura europea – che secondo quanto indicato nell'art. 8 del Regolamento 2017/1939, è organo dell'Unione ed avrà sede a Lussemburgo – è fissata ad una data che sarà stabilita con decisione della Commissione europea su proposta del Procuratore capo europeo, una volta avvenuta la costituzione della struttura.


La struttura e la composizione della Procura ha una definizione progressiva come indicato dal Regolamento di attuazione, in quanto sono previsti due livelli, uno centrale ed uno decentrato. A livello centrale la sua composizione è formata dal collegio, dalle camere permanenti, dal Procuratore capo europeo – che viene nominato secondo quanto stabilito dall'art. 14 del Regolamento attraverso una procedura gestita dall'apposito Comitato di selezione che propone una rosa tra i candidati fornita dagli Stati membri al Parlamento europeo ed al Consiglio – dai suoi sostituti, dai Procuratori europei (almeno uno per ciascun Stato partecipante) e dal direttore amministrativo, oltre al personale della Procura che assiste i magistrati nell'esercizio delle loro funzioni. Il livello decentrato è composto dai cd. Procuratori europei delegati (PED), che secondo l'articolo 13 del Regolamento devono essere almeno due per ciascuno Stato partecipante, che sono riconosciuti come parte integrante della Procura e dispongono degli stessi poteri dei Procuratori nazionali in materia di indagine, azione penale e atti volti a rinviare casi a giudizio, nel rispetto dei loro poteri specifici e dello status loro conferito. Il collegio, che si riunisce periodicamente, è composto dal Procuratore capo europeo e da un Procuratore europeo per Stato membro.


L'articolo 2 individua nel CSM l'autorità competente a designare i tre candidati che potranno concorrere alla nomina di "Procuratore europeo" – in qualità di membro del predetto collegio – nonché i criteri e le modalità di selezione che regolano la designazione e il relativo procedimento.


L'articolo 9 riconosce ai Procuratori europei delegati le funzioni e i poteri spettanti ai pubblici ministeri nazionali in relazione alle indagini di competenza della Procura europea, sottraendoli alle direttive dei Procuratori della Repubblica e alla vigilanza del Procuratore generale presso la corte d’appello.


Consente inoltre al Procuratore europeo, in attuazione del regolamento, di svolgere le funzioni requirenti in Italia, in presenza di specifici presupposti e previa decisione della Procura europea. Il comma 2 mantiene ferme le competenze degli organi giudicanti ma stabilisce che i Procuratori europei delegati potranno esercitare le funzioni requirenti su tutto il territorio nazionale, a prescindere dalla sede che sarà loro assegnata. Il comma 3 esclude che i Procuratori europei delegati siano soggetti ai poteri di direzione del Procuratore della Repubblica o ai poteri di coordinamento del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, o all’attività di vigilanza del Procuratore generale presso la corte d’appello, dovendo essi rispondere, nell’esercizio delle funzioni attribuite loro dal Regolamento, alla sola Procura europea. Ciò in attuazione delle lettere d) ed f) della norma di delega.




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