Decreto Cura Italia, ecco tutte le misure a sostegno delle PMI




Sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria


Il Decreto estende la sospensione fino al 30 aprile 2020 i versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, nonché gli adempimenti e i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria – già prevista per il settore del turismo – anche ai soggetti operanti nei settori dello sport, dell’arte e della cultura, del trasporto, della ristorazione, dell’educazione e dell’assistenza e della gestione di fiere ed eventi.



Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario


È prevista la possibilità, per i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, di richiedere il trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario per un periodo massimo di nove settimane.


Il predetto trattamento è concesso con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS. I lavoratori destinatari devono risultare alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione alla data del 23 febbraio 2020.


Inoltre, è prevista la possibilità per le aziende che hanno già in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, di presentare domanda di trattamento ordinario, dispensandole dal versamento dei contributi addizionali, escludendo i periodi in cui vi è coesistenza tra i due trattamenti dal calcolo del limite massimo di durata e stabilendo, altresì, deroghe ai termini procedimentali previsti in materia dalla normativa vigente.


Per le aziende che hanno già in corso un trattamento di integrazione salariale straordinario, il Decreto introduce la possibilità di presentare domanda di assegno ordinario anche in questo caso dispensandoli dal versamento dei contributi addizionali ed escludendo i periodi in cui vi è coesistenza tra i due trattamenti dal calcolo del limite massimo di durata.



Interventi straordinari del Fondo di garanzia PMI


Il Decreto prevede le seguenti misure:


  • la gratuità della garanzia del Fondo, sospendendo l’obbligo di versamento delle commissioni per l’accesso al Fondo, ove previste;


  • l’innalzamento dell’importo massimo garantito a 5 milioni di euro;


  • l’innalzamento della percentuale massima di garanzia: 80% in garanzia diretta e 90% in riassicurazione/controgaranzia per tutte le operazioni ammesse al Fondo di importo fino a 1,5 mln;


  • l’ammissibilità alla garanzia di operazioni di rinegoziazione del debito, a condizione che il soggetto finanziatore conceda nuova finanza per almeno 10% del debito residuo;


  • il rafforzamento delle sinergie con le risorse aggiuntive delle Sezioni speciali per innalzare fino al massimo dell’80% la garanzia del Fondo sulle diverse tipologie di operazioni, incentivando anche l’impiego delle risorse comunitarie dei Fondi strutturali;


  • l’estensione temporale automatica della garanzia nell’ipotesi di moratoria o sospensione del finanziamento, prevista per norma o su base volontaria, correlata all’emergenza coronavirus;


  • l’esclusione del modulo “andamentale” ai fini della valutazione per l’accesso al Fondo che verrebbe, quindi, condotta esclusivamente sul modulo economico finanziario, consentendo così di ammettere al Fondo anche imprese che registrano tensioni col sistema finanziario in ragione della crisi connessa all’epidemia;


  • l’eliminazione della commissione di mancato perfezionamento;


  • la possibilità di cumulare la garanzia del Fondo con altre forme di garanzia, anche ipotecarie, in deroga ai vigenti limiti previsti dalla disciplina del Fondo, acquisite dal soggetto finanziatore per operazioni di importo e durata rilevanti nel settore turistico alberghieroe delle attività immobiliari;


  • la possibilità di accrescere lo spessore della tranche junior garantita dal Fondo a fronte di portafogli destinati ad imprese/settori/filiere maggiormente colpiti dall’epidemia;


  • l’avvio di una linea per la liquidità immediata (fino a 3.000 euro) con accesso senza valutazione, che si affianca alle garanzie già attive senza valutazione sul micro-credito e sui finanziamenti di importo ridotto fino a 20.000 euro;


  • la sospensione per 3 mesi dei termini previsti per la gestione del Fondo;


  • è prevista l’emanazione di un D.M. del MEF avente ad oggetto ulteriori misure di sostegno finanziario alle imprese, anche attraverso il rilascio di finanziamenti a tasso agevolato e di garanzie fino al 90% a favore delle banche e degli altri intermediari che eroghino nuovi finanziamenti a favore delle imprese.



Misure straordinarie di sostegno per l’esportazione del Made in Italy


Tra le misure di sostegno del credito all’esportazione in coerenza con il “Piano straordinario per il Made in Italy” è previsto il rilascio della garanzia dello Stato in favore di SACE s.p.a. per operazioni deliberate dalla società in relazione ad alcune importanti commesse per la costruzione di navi da parte di imprese italiane.


Più in particolare, la disposizione è intesa ad accelerare la procedura di rilascio della garanzia dello Stato permettendo in tal modo il definitivo perfezionamento di operazioni commerciali strategiche per l’economia italiana e il mantenimento dei livelli di occupazione.


È altresì prevista la sospensione dei rimborsi delle rate in scadenza nel 2020 dei finanziamenti agevolati del “fondo 394” gestito da Simest s.p.a. e diretto al sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese esportatrici.



Cessione dei crediti deteriorati in credito d’imposta


Per le società che effettuano entro il 31 dicembre 2020 cessioni di crediti vantati nei confronti di debitori inadempienti, il Decreto introduce la possibilità di trasformare in credito d’imposta una quota di DTA riferite a:


  1. perdite riportabili non ancora computate in diminuzione del reddito imponibile ai sensi del TUIR, e

  2. importo del rendimento nozionale eccedente il reddito complessivo netto che alla data della cessione dei crediti non siano stati ancora computati in diminuzione, usufruiti o dedotti dal reddito imponibile.


Il limite ai componenti che possono generare DTA trasformabili è pari al 20% del valore nominale dei crediti ceduti.


Le società che vogliono procedere alla trasformazione di DTA in credito d’imposta devono esercitare l’opzione, se non già esercitata, entro la chiusura dell’esercizio in corso; l’opzione ha efficacia a partire dall’esercizio successivo a quello in cui ha effetto la cessione.



Misure di ulteriore sostegno finanziario alle PMI


Il Decreto prevede una moratoria straordinaria volta ad aiutare le microimprese e le piccole e medie imprese a superare la fase più critica della caduta produttiva connessa con l’epidemia Covid-19, riconosciuta come evento eccezionale e di grave turbamento dell’economia.


Della moratoria possano beneficiare, facendone richiesta alla banca o altro intermediario finanziario creditore, le microimprese e le piccole e medie imprese italiane che alla data di entrata in vigore del decreto avevano ottenuto prestiti o linee di credito da banche o altri intermediari finanziari.


Per questi finanziamenti la misura dispone che:


i) le linee di credito accordate “sino a revoca” e i finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti non possano essere revocati fino alla data del 30 settembre 2020;


ii) la restituzione dei prestiti non rateali con scadenza anteriore al 30 settembre 2020 è rinviata fino alla stessa data alle stesse condizioni e con modalità che, da un punto di vista attuariale, non risultino in ulteriori oneri né per gli intermediari né per le imprese. Gli eventuali oneri amministrativi per la realizzazione dell’operazione restano a carico dell’intermediario creditore; eventuali elementi accessori (garanzie) sono prorogati coerentemente;


iii) il pagamento delle rate di prestiti con scadenza anteriore al 30 settembre 2020 è riscadenzato sulla base degli accordi tra le parti o, in ogni caso, sospeso almeno fino al 30 settembre 2020 secondo modalità che assicurino la continuità degli elementi accessori dei crediti oggetto della misura e non prevedano, dal punto di vista attuariale, nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti. Gli eventuali oneri amministrativi per la realizzazione dell’operazione restano a carico dell’intermediario creditore.


La moratoria, benché limitata nel tempo, priva le banche della possibilità di valutare autonomamente se acconsentire o meno a modifiche alle condizioni contrattuali (c.d. “concessioni”, secondo la terminologia anche in uso nelle discipline di settore) in base alla situazione economico-finanziaria dei debitori.



Supporto alla liquidità alle imprese colpite dal Covid-19


Il Decreto prevede, inoltre, che sia consentito:


- alle banche, con il supporto di Cassa depositi e prestiti s.p.a., di erogare più agevolmente finanziamenti alle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa della citata emergenza;


- a Cassa depositi e prestiti s.p.a., di supportare le banche che erogano i predetti finanziamenti tramite specifici strumenti quali plafond di provvista e/o garanzie di portafoglio, anche di prima perdita, rispetto alle esposizioni assunte dalle banche stesse;


- allo Stato, di concedere “controgaranzie” fino ad un massimo dell’80% delle esposizioni assunte da CDP e a condizioni di mercato.


Lo strumento non si sovrappone al Fondo di garanzia PMI in quanto:


(i) assume un ambito soggettivo più ampio: mentre il Fondo PMI opera solo a beneficio di PMI, il meccanismo di cui alla proposta normativa potrà operare anche a favore di imprese non qualificate quali PMI ai sensi della normativa europea quali, ad esempio, le c.d. “imprese Mid-Cap”;


(ii) assume un ambito oggettivo più ampio: il meccanismo potrà operare su portafogli già esistenti, differenziandosi così dall’operatività del Fondo che, invece, opera garantendo unicamente nuovi portafogli (c.d. “portafogli di nuova originazione”);


(iii) non assorbe in alcun modo il regime “de minimis”.



Credito d’imposta per le botteghe e i negozi


Ai soggetti esercenti attività d’impresa un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione di marzo 2020 di immobili rientranti nella categoria catastale C/1. La misura non si applica alle attività che sono state identificate come essenziali, tra cui farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari di prima necessità.



Credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro


Il Decreto introduce un credito d’imposta a favore di tutti gli esercenti attività d’impresa, arte o professione che spetta, per il periodo d’imposta 2020, nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino ad un importo massimo del credito d’imposta di 20.000 euro.



Contattateci per ulteriori dettagli sul provvedimento e sulle concrete modalità di accesso ai fondi.