Blockchain, Internet of Things (IoT) e Artificial Intelligence (AI): i profili legali.



Un nuovo report della EU Blockchain Observatory & Forum illustra i grandi benefici che potrebbero derivare dalla combinazione tecnologica tra Blockchain, IoT e AI soprattutto con riferimento all’affidabilità e all’utilità dei dati trattati nei settori della supply chain, della mobilità e dell’energia.


I vantaggi collettivi che ne deriverebbero trovano nel modello smart cities il paradigma migliore: una città dove è attuato uno sforzo coordinato per utilizzare le informazioni e le comunicazioni digitali, inclusi sensori e smart devices, unitamente all’analisi dei dati per promuovere la migliore gestione delle infrastrutture cittadine e, in definitiva, migliorare la qualità della vita dei residenti.


Il processo non è privo di rischi: l’infrastruttura digitale richiesta deve essere supportata da una connessione ad alta velocità, non sempre disponibile; la non perfetta comunicazione tra sistemi diversi; il ricorrente tema della cybersecurity; il rapporto tra l’alto livello di automazione e potenziali risultati indesiderati.


Ma mentre questi aspetti informatici sono oggetto di analisi da parte degli sviluppatori, il terreno di maggiore incertezza resta il contesto legale: il grande tema della responsabilità nelle piattaforme blockchain rimane un aspetto complesso e controverso. In breve: se il risultato della automazione dei sistemi smart risulta sbagliato o dannoso, chi ne risponde?


Per altro verso, il profilo della data security nella prospettiva privacy e GDPR pare porsi come sostanzialmente irrisolvibile, almeno ad oggi. La grande sfida dei legislatori a livello globale è rappresentata dalla necessità di trovare un compromesso equilibrato tra il bisogno di protezione e l’opportuna promozione dell’innovazione.


Con queste premesse, le conclusioni cui giunge il report europeo nei confronti dei governi sono nel senso di:


- allocare investimenti adeguati per la ricerca digitale

- ripensare l’apparato normativo in relazione alle nuove tecnologie

- evitare vincoli giuridici eccessivamente stringenti in questa fase di sviluppo

- promuovere sinergie pubblico/privato nella ricerca

- legiferare in maniera chiara


La crisi Covid-19 può rappresentare un elemento ideale per spingere verso la soluzione dei problemi descritti e offrire un’occasione di investimento nelle infrastrutture digitali di cui il Paese ha bisogno da tempo.