Banca d’Italia: nuove disposizioni in materia di lotta al riciclaggio

Aggiornato il: 23 apr 2019

Premessa


All’esito delle consultazioni avviate sul punto, con provvedimento del 26 marzo 2019, la Banca d’Italia ha emanato le nuove disposizioni in tema di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l’utilizzo degli intermediari a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo.


Il provvedimento realizza un sostanziale allineamento della normativa italiana all’ordinamento comunitario ([1]), imponendo agli intermediari il relativo adeguamento entro il termine del 1° giugno 2019, mentre altre disposizioni entrano in vigore a partire dal 1° gennaio 2020 (medio tempore, si rinvia alla Comunicazione della Banca d’Italia del 9 febbraio 2018) ([2]).


Le principali novità


A fronte della possibilità di graduare gli assetti procedurali e di controllo in base al rischio, le disposizioni richiedono agli intermediari di definire una policy che indichi in modo analitico e motivato le scelte (in termini di processi, assetto dei controlli e funzioni aziendali deputate) che essi in concreto intendono compiere per adempiere in concreto agli obblighi antiriciclaggio e per dare attuazione ai principi di proporzionalità e di approccio al rischio.


Con riferimento alla segnalazione delle operazioni sospette (SOS), sono apportate le seguenti modifiche:


i) sono irrobustiti i requisiti di indipendenza, autorevolezza, professionalità del responsabile e gli obblighi di riservatezza della sua attività, nonché la procedura riguardante l’eventuale conferimento della delega a soggetti diversi dal legale rappresentante (la delega è conferita dall’organo con funzione di supervisione strategica, sentito l’organo con funzione di controllo);


ii) negli intermediari di rilevanti dimensioni, si precisa la possibilità di assegnare la delega per le SOS a più persone fisiche;


iii) si introduce l’obbligo, per il responsabile SOS, di valutare le operazioni sospette delle quali abbia avuto conoscenza in qualunque modo, anche senza un input di primo livello.


Altre modifiche mirano a chiarire e aggiornare le previsioni del precedente provvedimento e a estendere a tutti gli intermediari alcune soluzioni già previste nella disciplina sui controlli interni delle banche dettata dalla Circolare n. 285 del 2013 della Banca d’Italia.


In particolare:


- i compiti della funzione antiriciclaggio e i requisiti del relativo responsabile sono definiti in linea di sostanziale continuità con le precedenti disposizioni, salvo limitate modifiche (la procedura di nomina e di revoca è assegnata all’organo con funzione di supervisione strategica, sentito l’organo con funzione di controllo; viene confermata la possibilità di accorpare la funzione antiriciclaggio alla compliance, ma solo a seguito di una specifica valutazione dei rischi che concretamente l’intermediario è chiamato a gestire). Si formalizza l’obbligo di trasmissione annuale alla Banca d’Italia della relazione della funzione antiriciclaggio, corredata con i risultati dell’esercizio di autovalutazione;


- si conferma l’obbligo per gli intermediari di garantire presidi organizzativi minimi tra cui l’attribuzione della responsabilità di assicurare l’adeguatezza, la funzionalità e l’affidabilità dei presidi antiriciclaggio a una funzione aziendale di controllo;


- in attuazione del mandato conferito alle Autorità di Vigilanza dal decreto antiriciclaggio ([3]), le disposizioni esentano dall’obbligo di condurre l’esercizio di autovalutazione i confidi “minori”, sottoposti in via solo transitoria ai controlli della Banca d’Italia; inoltre, gli stessi confidi possono sempre attribuire i compiti di controllo (sia la funzione antiriciclaggio, sia la revisione interna) ad un amministratore;


- per i gruppi, si definisce un quadro di riferimento più esteso e articolato del precedente, conferendo un ruolo preminente all’attività di direzione, coordinamento e controllo della capogruppo. Si tratta di un’impostazione che persegue l’obiettivo di garantire un’omogenea identificazione all’interno del gruppo dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Di rilievo, in particolare, la previsione dell’obbligo di istituire una base informativa comune che consenta a tutte le società appartenenti al gruppo di valutare in modo omogeneo la clientela.



[1] In particolare:

- attuazione alle previsioni in materia di organizzazione, procedure e controlli interni contenute nel decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90, di recepimento della cd. quarta direttiva antiriciclaggio;

- indicazioni sui requisiti, le procedure, i sistemi di controllo e le funzioni del punto di contatto centrale, in armonia con il Regolamento delegato della Commissione europea n. 1108/2018, del 7 maggio 2018;

- recepimento degli Orientamenti congiunti delle Autorità di vigilanza europee adottati il 22 settembre 2017 che definiscono, tra l’altro, le misure che i prestatori di servizi di pagamento adottano per individuare dati informativi mancanti o incompleti relativi all’ordinante o al beneficiario.

[2] Reperibile qui.

[3] D.lgs., 21 novembre 2007, n. 231, come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90, di recepimento della cd. quarta direttiva antiriciclaggio.

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